A Trapani l’esercitazione di guerra della Nato

Ceri­mo­nia di aper­tura ieri nella base aerea di Tra­pani Birgi, della Livex, la fase «dal vivo» (con 36 mila uomini, 60 navi e 200 aerei) dell’esercitazione Nato Tri­dent Junc­ture in corso in Ita­lia, Spa­gna e Portogallo.

Serve a testare la capa­cità della «Forza di rispo­sta» (40mila uomini), in par­ti­co­lare della sua «Forza di punta ad altis­sima pron­tezza ope­ra­tiva» pro­iet­ta­bile in 48 ore fuori dall’area Nato sia verso Est che verso Sud, il cui comando ope­ra­tivo viene eser­ci­tato nel 2015 dal Joint Force Com­mand di Lago Patria (Napoli), agli ordini dell’ammiraglio Usa Ferguson.

A tagliare il nastro alla ceri­mo­nia di Tra­pani, alcuni dei mas­simi espo­nenti dell’Alleanza. Il gene­rale sta­tu­ni­tense Breed­love, Coman­dante supremo alleato in Europa (carica che, informa la Nato, spetta «tra­di­zio­nal­mente» a un gene­rale o ammi­ra­glio Usa, nomi­nato dal Pre­si­dente): Breed­love ha «due cap­pelli di comando», poi­ché allo stesso tempo è a capo del Comando euro­peo degli Stati uniti, ossia fa parte della catena di comando Usa che ha la prio­rità asso­luta, ponendo di fatto la Nato agli ordini del Pen­ta­gono. Accanto a lui, alla ceri­mo­nia di Tra­pani, il vice­se­gre­ta­rio della Nato, l’ambasciatore sta­tu­ni­tense Ver­sh­bow che ha fatto car­riera pro­mo­vendo «le rela­zioni mili­tari tra gli Usa e gli alleati euro­pei» e, allo stesso tempo, «la demo­cra­zia e i diritti umani nella ex Unione Sovie­tica»: dopo essere stato amba­scia­tore Usa presso la Nato durante la guerra alla Jugo­sla­via, rico­pre oggi la carica di vice­pre­si­dente del Con­si­glio Nord Atlan­tico, il prin­ci­pale organo deci­sio­nale dell’Alleanza nel quale, per sta­tuto, «non ci sono vota­zioni né deci­sioni prese a mag­gio­ranza», ma «le deci­sioni ven­gono prese all’unanimità e di comune accordo», ossia d’accordo con gli ordini di Washington.

Gli alleati meri­te­voli ven­gono però ricom­pen­sati: alla ceri­mo­nia di Tra­pani ha par­te­ci­pato il gene­rale fran­cese Mer­cier che, per i meriti acqui­siti nelle guerre con­tro la Jugo­sla­via, l’Afghanistan e la Libia, è stato messo a capo del Comando per la «tra­sfor­ma­zione» della Nato, il cui quar­tier gene­rale è a Nor­folk in Vir­gi­nia (Usa).

Pre­sente a Tra­pani anche il gene­rale ceco Pavel, nomi­nato pre­si­dente del Comi­tato mili­tare della Nato e, in tale veste, prin­ci­pale con­si­gliere del Con­si­glio Nord Atlan­tico, al quale tra­smette il parere «basato sul con­senso» dei capi di stato mag­giore dei paesi Nato: Pavel, già uffi­ciale dell’intelligence, ha acqui­sito grossi meriti agli occhi del Pen­ta­gono soprat­tutto quando è stato rap­pre­sen­tante mili­tare ceco al quar­tier gene­rale del Comando Cen­trale Usa a Tampa in Flo­rida e in quello avan­zato nel Qatar all’epoca della seconda guerra con­tro l’Iraq. All’ombra di que­sti grandi, il sot­to­se­gre­ta­rio alla difesa Gioac­chino  Alfano che, alla ceri­mo­nia di Tra­pani, ha avuto l’onore di par­te­ci­pare a una con­fe­renza stampa con­giunta col vice­se­gre­ta­rio della Nato, lo sta­tu­ni­tense Vershbow.

E l’Unione euro­pea cosa fa men­tre la Nato sotto comando Usa svolge in Europa una delle più grandi eser­ci­ta­zioni di guerra?

La sostiene, sia per­ché 22 dei 28 paesi della Ue sono mem­bri della Nato, sia per­ché uffi­cial­mente la Nato «resta il fon­da­mento della difesa col­let­tiva» dell’Unione. Per riaf­fer­mare tale prin­ci­pio, il pre­si­dente del Con­si­glio euro­peo, il polacco Donald Tusk, è andato il 13 otto­bre al quar­tier gene­rale Nato, accolto dal segre­ta­rio Stoltenberg.

E il 15 otto­bre una rap­pre­sen­tanza dello Staff mili­tare Ue si è tra­sfe­rita al quar­tier gene­rale della Task force con­giunta della Nato, a Sara­goza, per seguire gli svi­luppi della Tri­dent Juncture.

L’esercitazione, ha dichia­rato Ver­sh­bow ieri a Tra­pani, dimo­stra come «pos­siamo lavo­rare insieme con l’Unione euro­pea sotto pressione».

Eser­ci­ta­zioni di tale ampiezza, ha sot­to­li­neato Ver­sh­bow, veni­vano con­dotte durante la guerra fredda con­tro la minac­cia sovietica.

«Oggi fron­teg­giamo una situa­zione molto più insta­bile e poten­zial­mente più peri­co­losa» poi­ché «la Rus­sia ha ille­gal­mente annesso la Cri­mea, appog­gia i sepa­ra­ti­sti in Ucraina ed è entrata nella guerra in Siria dalla parte di Assad».

Per que­sto la Nato sta testando con la Tri­dent Junc­ture e altre eser­ci­ta­zioni (oltre 300 nel 2015) «la nostra capa­cità di muo­verci rapi­da­mente e deci­sa­mente al di là dei nostri con­fini per pro­teg­gere i nostri part­ner e i nostri inte­ressi». Una vera e pro­pria dichia­ra­zione di guerra che la Nato lan­cia dall’Italia, paese che nella sua Costi­tu­zione ripu­dia la guerra.

Manlio Dinucci


Articles by: Manlio Dinucci

About the author:

Manlio Dinucci est géographe et journaliste. Il a une chronique hebdomadaire “L’art de la guerre” au quotidien italien il manifesto. Parmi ses derniers livres: Geocommunity (en trois tomes) Ed. Zanichelli 2013; Geolaboratorio, Ed. Zanichelli 2014;Se dici guerra…, Ed. Kappa Vu 2014.

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