Le mani invisibili del potere

L’arte della guerra

Toc toc… Qui est là ? Bilderberg. Bilderberg qui?

I «misteri della Repubblica» che Andreotti si è portato nella tomba non sono così misteriosi. Basta leggere il libro «La repubblica delle stragi impunite» del magistrato Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione. Resta da vedere se quella dei «misteri» sia una pagina ormai chiusa della storia italiana. Imposimato, in base a documenti, mette sul banco degli imputati il gruppo Bilderberg. Nato nel 1954 per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, esso ha svolto un ruolo fondamentale nelle operazioni segrete in Europa durante e dopo la guerra fredda. «Il gruppo Bilderberg – conclude il magistrato – è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana nel 1969. Di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e Stay Behind, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato, con i gruppi neofascisti e le gerarchie vaticane. In questo prestigioso club è stato ammesso Mario Monti che, cinque mesi dopo aver partecipato al meeting Bilderberg del giugno 2011, è stato nominato senatore a vita dal presidente della repubblica e incaricato di formare il governo. Nello stesso club esclusivo, che ha la regola del silenzio (gli atti degli incontri sono segreti), è stato ammesso Enrico Letta. Nel giugno 2012, dopo aver partecipato al meeting Bilderberg, ha confermato che «la discussione era a porte chiuse» (alla faccia della declamata «trasparenza») e che all’incontro c’erano «rappresentanti dell’opposizione siriana e russa». Per concordare che cosa è facilmente immaginabile. Monti e Letta sono stati chiamati anche nella Trilaterale, la commissione creata nel 1973 da Rockfeller e Brzezinski, che riunisce «esperti leader del settore privato» di Nordamerica, Europa e Asia su «questioni di interesse globale». Riunisce cioè le più potenti oligarchie economiche e finanziarie che, assieme a servizi segreti e capi militari,  concordano le strategie su scala globale: le grandi operazioni speculative per attaccare monete ed economie nazionali, le campagne mediatiche per demonizzare i nemici, le guerre aperte e segrete per disgregare interi paesi e impadronirsi delle loro risorse. Non a caso Mario Monti –  consulente del gruppo bancario Goldman Sachs, uno dei maggiori artefici della crisi finanziaria che dagli Usa ha investito l’Europa – è stato presidente europeo della Trilaterale. Ne fa parte anche Marta Dassù, prima consigliere del premier D’Alema durante la guerra alla Jugoslavia, poi viceministro degli esteri nei governi Monti e Letta, attiva nel gruppo intergovernativo «Amici della Siria» che arma i «ribelli». Quelli che – ha appurato la commissione Onu di Carla Del Ponte  – hanno usato anche armi chimiche. Enrico Letta ha detto alla Camera che il suo è «il linguaggio “sovversivo” della verità». Il termine «sovversivo», in realtà, è più appropriato (senza virgolette) per definire quanto sta accadendo alla democrazia italiana.

Articles by: Manlio Dinucci

About the author:

Manlio Dinucci est géographe et journaliste. Il a une chronique hebdomadaire "L'art de la guerre" au quotidien italien il manifesto. Il est l'auteur de Geocommunity (en trois tomes) Ed. Zanichelli 2013 ; Geografia del ventunesimo secolo, Zanichelli 2010 ; Escalation. Anatomia della guerra infinita, Ed. DeriveApprodi 2005.

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